Quello che accade se un'eccentrica artigiana della moda, Olympia Le-Tan, e un regista visionario, Spike Jonze, decidono di collaborare.
da Nowness.com
I lavori di ricamo di Olympia Le-Tan prendono vita nel tragicomico cartone animato diretto da Spike Jonze "Mourir après de toi" (Morire accanto a te). Su di uno scaffale della rinomata libreria parigina Shakespeare and Company, la storia d'amore tra uno scheltrino imbranato e la sua amata dai capelli rosso fiammante si sviluppa in mezzo alle copertine delle prime edizioni illustrate da Le-Tan.
"E' un posto così bello e romantico" dice Le-Tan della libreria antiquaria, "il set perfetto per la nostra storia!". Il progetto è cominciato dopo che Jonze chiese a Olympia di realizzargli una copertina per Il giovane Holden e l'impavida Le-Tan per tutta risposta chiese un film in cambio.
Con la collaborazione del regista francese Simon Cahn, la squadra in sei mesi ha scritto il soggetto della storia tra Los Angeles e Parigi, prima di iniziare a lavorare notte e giorno all'animazione degli oltre 3000 pezzi di feltro che Le-Tan ha ritagliato a mano. "Adoro dar vita alle cose, raccontare storie ed umanizzare le cose inanimate", ha detto Jonze dei personaggi di Le-Tan. Dopo aver impiegato cinque anni ad adattare cinematograficamente il romanzo di Maurice Sendak (Nel paese delle creature selvagge), i recenti corti di Jonze includono una love story tra robot in "I'm here" e un pupazzo ispirato a G.I. Joe per un video dei Beastie Boys. "Un corto è come uno sketch", sostiene Jonze, "puoi avere un'idea o un'intuizione e semplicemente mettertici e realizzarla".
Spike Jonze: Mourir Auprès de Toi on Nowness.com.
Di seguito il regista rivela parte del suo processo creativo alla scrittrice Maryam L'Ange.
"Come nasce il film?"
Ho incontrato Olympia a Parigi tramite amici comuni. Stava iniziando a realizzare le borsette per le sue amiche. Aveva un sacco di scarti con sè nella borsa, tutti i ritagli di feltro. Questa cosa mi è piaciuta subito. Mi piaceva come sceglieva le figure, la loro superficie, i punti sul feltro. Abbiamo scherzato insieme sul realizzare un film e alla fine l'abbiamo fatto. Era una cosa senza schemi, senza pressioni e senza una vera ragione d'esistere: se non quella che pensavamo sarebbe stato divertente.
"Avete scritto insieme la storia?"
Sì. Davamo un'occhiata al lavoro durante il pranzo appena ci trovavamo nella stessa città, annotandoci ogni idea che ci divertiva. E' andata così, senza un vero e proprio piano di lavorazione.
"Come fuziona il tuo processo creativo?"
Comincio semplicemente da una sensazione: in questo caso la mia attenzione è stata suscitata dall'affascinante lavoro manuale che Olympia svolge. Ho avuto istantaneamente l'idea di ambientare la storia in una libreria dopo l'orario di chiusura, immaginando che quando le luci si spengono i personaggi escano dalle rispettive copertine. Sia io che Olympia volevamo dar vita ad una storia d'amore, ed è stato divertente farlo con questi personaggi. C'è stata un'evoluzione naturale nata da una sensazione. Partendo da lì mi diverto sviluppando idee che trovo interessanti.
"Come nasce il film?"
Ho incontrato Olympia a Parigi tramite amici comuni. Stava iniziando a realizzare le borsette per le sue amiche. Aveva un sacco di scarti con sè nella borsa, tutti i ritagli di feltro. Questa cosa mi è piaciuta subito. Mi piaceva come sceglieva le figure, la loro superficie, i punti sul feltro. Abbiamo scherzato insieme sul realizzare un film e alla fine l'abbiamo fatto. Era una cosa senza schemi, senza pressioni e senza una vera ragione d'esistere: se non quella che pensavamo sarebbe stato divertente.
"Avete scritto insieme la storia?"
Sì. Davamo un'occhiata al lavoro durante il pranzo appena ci trovavamo nella stessa città, annotandoci ogni idea che ci divertiva. E' andata così, senza un vero e proprio piano di lavorazione.
"Come fuziona il tuo processo creativo?"
Comincio semplicemente da una sensazione: in questo caso la mia attenzione è stata suscitata dall'affascinante lavoro manuale che Olympia svolge. Ho avuto istantaneamente l'idea di ambientare la storia in una libreria dopo l'orario di chiusura, immaginando che quando le luci si spengono i personaggi escano dalle rispettive copertine. Sia io che Olympia volevamo dar vita ad una storia d'amore, ed è stato divertente farlo con questi personaggi. C'è stata un'evoluzione naturale nata da una sensazione. Partendo da lì mi diverto sviluppando idee che trovo interessanti.
Designer Olympia Le-Tan's embroidered clutch-bags spring to life in director Spike Jonze’s tragicomic stop-motion animation Mourir Auprès de Toi (To Die By Your Side). On a shelf in famed Parisian bookstore Shakespeare and Company, the star-crossed love story of a klutzy skeleton and his flame-haired amour plays out amidst Le-Tan’s illustrations of iconic first-edition book covers. "It's such a beautiful and romantic place,” offers Le-Tan of the antiquarian bookstore. "The perfect setting for our story!” The project started after Jonze asked for a Catcher in the Rye embroidery to put on his wall and the plucky Le-Tan asked for a film in return. Enlisting French filmmaker Simon Cahn to co-direct, the team wrote the script between Los Angeles and Paris over a six month period, before working night and day animating the 3,000 pieces of felt Le-Tan had cut by hand. “I love getting performances from, telling stories about and humanizing things that aren’t human,” said Jonze of working with Le-Tan’s characters. After spending five years adapting Maurice Sendak’s Where The Wild Things Are, Jonze’s recent shorts include robot love story I’m Here and an inspired G.I. Joe-starring video for The Beastie Boys. “A short is like a sketch,” he says. “You can have an idea or a feeling and just go and do it.” Here the iconic director reveals his creative process to writer Maryam L'Ange.How did the film come about? I met Olympia in Paris through friends of mine. She was just starting to make the bags for her friends. She had a bunch of the scraps in her bag, all of the cut-out pieces of felt. I just loved it. I loved all the artwork she picked, the texture of it, the stitching of the felt. We joked about making a film and just went for it. It was this thing with no schedule, no pressure and no real reason to be—other than just that we thought it would be fun.Did you write the story together? Yeah we did. We would look at all the artwork over lunch whenever we would be in the same city, noting any ideas that would just make us smile. It was done like that, with no real plans.What’s your creative process? You just start with what the feeling is. For this one the feeling definitely started with the handmade aesthetic and charm of Olympia’s work. Instantly I had the idea of doing it in a bookstore after-hours, imagining the lights coming down and these guys off their books. Me and Olympia both wanted to make a love story, and it was fun to do it with these characters. It evolved naturally and it all just started with the feeling. From there you entertain yourself with ideas that excite you.

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